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Marco Casadei

LA CREPA DELL’ESSERE

Ricognizioni teologiche e filosofiche a partire dal Vangelo di Giovanni e da Giorgio Agamben e Jean-Luc Nancy

Marco Casadei, nato a Rimini nel 1967, dal 1993 è presbitero della medesima Diocesi. La sua formazione teologica matura fra Rimini, Bologna (Baccellierato, 1992), Roma (Licenza in Teologia Fondamentale, presso la Pontificia Università Gregoriana, 2003) e Vienna, presso la cui Università statale ha conseguito nel 2020 il Dottorato in Teologia, sotto la direzione del Prof. Kurt Appel, con una tesi dal titolo: …Tentando la crepa dell’essere: Soglia e Dis-chiusura. Ricognizioni teologiche intorno a Gv 19,34 in un confronto con G. Agamben e J.-L. Nancy (il presente libro ne rielabora gli snodi essenziali). Diversificate sono anche le sue esperienze pastorali, che lungo questi decenni hanno concorso nel formarne la coscienza ecclesiale: dall’animazione vocazionale, alla cura di alcune comunità parrocchiali; come anche dell’assistenza spirituale dei giovani universitari, fino al servizio pastorale presso Stephansdom (Vienna). Passando, non ultimo, per un anno sabbatico vissuto presso la comunità monastica camaldolese di Fonte Avellana; fino ad alcune esperienze lavorative, tra cui, quella presso la cooperativa sociale “Di Mano in Mano” (Milano), in qualità di “sgomberatore”. Ha pubblicato alcuni articoli, apparsi su “Parola e Tempo” (Pazzini, a cura del Prof. Natalino Valentini), annale dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” (Diocesi di Rimini e San Marino-Montefeltro), alla cui direzione è stato recentemente chiamato.

NOTA RIASSUNTIVA

Il titolo del libro si lascia ispirare dal verso contenuto in una celebre lirica (“Anch’io sono una formica”) del romagnolo A. V. Reali, padre cappuccino e artista a tutto tondo, nonché apprezzato biblista. “La crepa dell’essere”, che in queste pagine vuol essere “tentata”, coincide paradigmaticamente con l’apertura sul fianco del Crocifisso, culmine della rivelazione cristologica come verità di Dio, secondo il racconto del Quarto Vangelo (cfr. Gv 19,34). L’interrogazione del testo biblico, avvalendosi della preziosa convergenza fra questioni teologiche e prospettive filosofiche, permette di focalizzare con efficacia i due fuochi irriducibili della serie di analisi proposte nel libro, sotto il segno delle metafore soglia e dis-chiusura. A partire da questo riscontro inedito, sono compulsate in modo particolare le riflessioni di Giorgio Agamben e Jean-Luc Nancy, due tra i più rappresentativi pensatori del contemporaneo. Dalle loro speculazioni soglia e dis-chiusura ricavano tratti di inconfondibile originalità, mentre emerge l’intreccio danzante di una reciproca co-appartenenza: mai l’una senza l’altra, tanto fuori dal racconto quanto all’interno dell’intrigo evangelico. Attorno ad esse ruota l’insieme delle considerazioni qui suggerite ed intimamente connesse con snodi teologici attualmente assai rilevanti, tra i quali sono quantomeno da menzionare il carattere messianico dell’ospitalità; il realismo della immaginazione e la sua mediazione indispensabile nel costituirsi del riconoscimento teologale… Grazie all’ausilio fornito dagli approcci biblico e filosofico il libro si propone finalmente di istruire una prospettiva teologico-ermeneutica sul fenomeno del cristianesimo in quanto tale. Potrà in questo modo contribuire ad aprire uno spazio teologico per la progettazione dell’evento cristiano, sotto il segno dell’oscillazione figurale tra soglia e dis-chiusura, nell’oggi della post-modernità.

 

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